Direct email Marketing

Un email non deve essere solo una lettera di posta elettronica, contenente un messaggio pubblicitario, oppure un messaggio non aperto in una cassetta di posta elettronica del cliente se i dettaglianti vogliono gestire i loro programmi di marketing per e-mail.

Com’è noto, i navigatori del Web non sono affatto fedeli e nessun responsabile di un sito può essere certo che gli utenti del proprio sito non se ne andranno, magari tutti insieme, dal prossimo competitor che appare improvvisamente nel mondo della Rete. Chi gestisce un sito sa bene che la cosa più difficile non è trovare nuovi utenti, quanto piuttosto fidelizzare quelli che già si possiede.

Chiunque naviga in Internet ha avuto l’occasione d’iscriversi almeno ad una newsletter. Il meccanismo è molto semplice: si conosce un sito, lo si apprezza e si trova la possibilità di essere aggiornati sulle novità, le iniziative, gli sviluppi di quel sito senza dovere navigare quotidianamente alla ricerca dei cambiamenti, dei nuovi servizi offerti etc.

La newsletter aziendale è forse lo strumento migliore per tenere aggiornati gli utenti di un sito senza essere invasivi e avendo la sicurezza di mantenere i navigatori fidelizzati. Uno dei motivi che spinge un navigatore a ritornare (magari ad ogni collegamento in Rete) su un sito che si conosce e che si apprezza è il suo costante aggiornamento. Un sito bello, ma aggiornato sporadicamente, non potrà mai ottenere un successo duraturo, soprattutto in un periodo come questo dove non esistono nicchie dorate.

La newsletter di un sito, oltre a essere un potentissimo strumento di fidelizzazione, è un ottimo viatico per raggiungere nuovi utenti in maniera virale, senza spendere una lira in advertising, ma affidandosi fiduciosamente al passaparola che ancora oggi è una delle vie più efficaci per portare nuovi user ad un sito di qualità.

Le venti regole per realizzare una newsletter di successo

  1. Brevità: per le newsletter valgono più o meno le stesse regole che per le pagine web. E’ consigliabile pubblicare due versioni della newsletter: una di poche righe da inviare ai propri iscritti e una, molto più lunga, da pubblicare on-line sulle pagine del sito. In questo modo, l’iscritto alla newsletter non deve leggere troppe righe per capire se l’argomento può interessarlo. In caso negativo avrà speso poco più di un minuto del proprio tempo, in caso affermativo, potrà approfondire l’argomento sulle pagine del sito, dove l’autore della newsletter ha l’agio di esprimersi senza troppe costrizioni.
  2. Chiarezza: è fondamentale che l’iscritto alla newsletter comprenda subito il suo argomento. Per fare questo è necessario redarre un titolo molto semplice e chiaro e possibilmente accattivante.
  3. Novità: pochi sono disposti a impiegare del tempo per leggere di cose note e arcinote. La newsletter deve esporre un contenuto nuovo e fresco, soprattutto se riguarda il sito stesso.
  4. Periodicità: é sconsigliabile pubblicare una newsletter a frequenza più alta che quella settimanale. Molti consigliano addirittura di spedire le newsletter mensilmente. E’ fondamentale poi non tradire la fiducia dei propri iscritti ritardando di giorni la pubblicazione della newsletter; una newsletter elettronica è come una rivista.
  5. Gratuità: lanciare una newsletter a pagamento è una delle ultime cose da fare. Il “prezzo da pagare” può essere considerato già l’iscrizione dell’utente.
  6. Tipicità del linguaggio: è consigliabile affidare la redazione della newsletter sempre alla medesima persona. Solo in questo modo si riesce a instaurare un vero rapporto di fiducia tra chi scrive e chi legge.
  7. Tipicità e concisione nel nome: sembrerà un aspetto irrilevante, ma non lo è; un bel titolo, ma soprattutto un titolo breve e chiaro è il viatico migliore per diffondere con successo una newsletter. Anche in questo caso, non bisogna cercare l’originalità a tutti i costi, ma nemmeno limitarsi a intitolare la newsletter “Newsletter” o “Newsletter di Nomesito.it”… Parimenti, il titolo di ciascuna newsletter deve essere attraente. E’ molto meglio scrivere “fare affari con il Web”, piuttosto che “il nostro Presidente partecipa al forum ACME”.
  8. Esemplificazione: per quanto dipenda dagli argomenti, è molto consigliabile, per spiegare un nuovo servizio o anche per esporre un’argomentazione, utilizzare degli esempi e, se possibile, fare riferimento a fatti.
  9. Iconicità: un testo risulta essere sempre più ‘pesante’ di un testo inframmezzato da immagini. Non s’intende qui chiaramente l’utilizzo di clipart, gif animati o simili. Le immagini inserite devono servire per far cadere l’occhio del lettore su un argomento particolare o per esemplificare un argomento.
  10. Differenziazione: se il sito è grande conviene differenziare le newsletter. Si ottiene ovviamente maggiore attenzione.
  11. Utilità dei contenuti: per quanto una newsletter possa rappresentare un buon veicolo per la vendita di prodotti e servizi, bisogna sempre ricordare che si è più disposti a leggere un contenuto informativo piuttosto che pubblicitario.
  12. Uniformità dei font: è consigliabile non utilizzare più di due font in una newsletter. A prescindere dal fatto che molti font sono poco leggibili, un uso moderato dei font consente di dare alla newsletter una propria identità.
  13. Velocità di scaricamento: è certamente consigliabile pubblicare newsletter in html. Sono maggiori le potenzialità espressive e certamente la grafica della newsletter ne guadagna. Solo, è importante non appesantire eccessivamente l’e-mail.
  14. Velocità nei messaggi di conferma: è importante che i messaggi di conferma, di richiesta di conferma d’iscrizione, di avvenuta rimozione etc. siano spediti entro un minuto.
  15. Possibilità di visualizzare i numeri precedenti: chi si iscrive oggi alla newsletter di un sito deve avere l’opportunità di leggere facilmente i numeri pubblicati precedentemente.
  16. Possibilità di disabilitare facilmente l’iscrizione: in calce a ogni newsletter deve essere ben visibile il link per disabilitare la propria iscrizione al servizio.
  17. Facilità di lettura: anche quando si redige una newsletter tecnica (come può essere E-commerce News), è sempre utile ricordare che non è mai conveniente utilizzare un linguaggio oscuro, pieno di termini stranieri non tradotti.
  18. Correttezza tipografica: una newsletter dagli ottimi contenuti ma piena di errori di battitura e addirittura di errori ortografici o sintattici è un pessimo biglietto da visita.
  19. Interazione: in calce alla newsletter è corretto inserire i riferimenti del sito e della società; è inoltre consigliabile spingere il lettore a contattare il responsabile della newsletter o i responsabili delle varie sezioni del sito al fine d’instaurare un rapporto proficuo tra chi scrive e chi legge.
  20. Facilità d’iscrizione con altri indirizzi e-mail: studi recenti hanno dimostrato che c’è una mortalità degli indirizzi e-mail di circa il 40%: 0,40 persone su 100 cambiano il proprio indirizzo e-mail dopo un anno. Questo vuol dire che è necessario ‘tenersi stretti’ i propri iscritti e il modo migliore è quello d’inserire un box d’iscrizione in calce alla newsletter.

La promozione di una newsletter non richiede strumenti e strategie molto diversi dalla promozione di un sito o di un qualsiasi servizio offerto all’interno del sito. Sono fondamentalmente quattro, più economici e più efficaci, attraverso i quali è possibile promuovere con successo una newsletter.

  1. Iscrizione ai motori di ricerca: bisogna considerare una newsletter come un sito indipendente; è perciò necessario iscrivere le pagine del sito dedicate al modulo d’iscrizione della newsletter e l’elenco dei numeri pubblicati a tutti i motori di ricerca e alle directory italiane dedicate alle newsletter.
  2. Inserimento di un interstitial all’apertura o alla chiusura del sito: l’interstitial, se ben fatto e se discreto, è certamente lo strumento più potente per la promozione di un servizio interno al sito e per una newsletter in particolare. Chi visualizza l’interstitial (pop-up che si apre in seguito a un’azione dell’utente del sito) è sicuramente interessato all’argomento.
  3. Cross promotion con altre newsletter: Chi è iscritto a una newsletter è solitamente disposto a riceverne altre. E’ perciò utile proporre, possibilmente a newsletter di dimensioni simili alla propria, una cross promotion. La redemption di una cross promotion supera difficilmente il 5%, ma la sua gratuità e il fatto che si possano praticare tante cross promotion quante sono le newsletter pubblicate fanno di questo sistema uno dei migliori per la promozione di una newsletter. Se si hanno pochi iscritti alla newsletter è utile scambiare, quando è possibile, banner in cambio della sponsorizzazione di una newsletter.
  4. Marketing virale: come già detto, il passaparola è ancora un potentissimo strumento di promozione nel Web. Ovviamente il passaparola può essere facilitato. Per quanto riguarda le newsletter, il marketing virale può essere realizzato semplicemente con l’inserimento, all’interno della e-mail e delle pagine del sito dove la newsletter viene approfondita, di un modulo che inviti a iscrivere un amico. Se il contenuto della newsletter è interessante, saranno in molti a diffondere il marchio della newsletter e del suo sito in tutto il Web.

Conclusioni

La newsletter si dimostrata dunque come un efficacissimo strumento per:

  • Fidelizzare gli utenti di un sito
  • Aumentare la base di utenti
  • Generare profitti

Chiunque gestisce un sito e vuole farne un punto di riferimento nella Rete, nazionale o mondiale, deve mettere in conto di realizzare e pubblicare una newsletter. A questo proposito, vale la pena di sottolineare che non bisogna affatto sottovalutare l’importanza del redattore della suddetta newsletter. Lunga o breve che sia, la newsletter del sito deve essere affidata a una persona competente, versata nello scrivere e a conoscenza delle logiche del Web. Anche nel caso che la newsletter sia molto breve, vale il medesimo discorso: com’è noto, è più difficile scrivere un messaggio breve piuttosto che uno lungo: lo slogan pubblicitario è l’esempio più classico a tal proposito. Se non si ha idea di chi potrebbe occuparsi della redazione della newsletter o se non si dispone di risorse, è utile rinviare la pubblicazione della newsletter a un momento più adatto, sempre con la certezza che il progetto non sarà abbandonato dopo pochi numeri.

Tra i principali motivi che devono spingere alla realizzazione e pubblicazione di una newsletter, a latere di quelli considerati sopra, non va trascurato il fatto che in questo servizio si è totalmente attivi e non passivi come nella normale amministrazione di un sito. Quando gestisco un sito SPERO di essere visto, quando spedisco una newsletter SO di essere visto. Posso decidere il giorno e, nei limiti, l’ora in cui la maggior parte dei miei iscritti leggerà il messaggio (più della metà delle newsletter viene letta nelle prime due ore dopo la sua spedizione, a meno che non si tratti di orari notturni). Inoltre, bisogna considerare che un lettore fidelizzato ha pià fiducia in quel che gli viene proposto attraverso una newsletter piuttosto che nei soliti strumenti di advertising (banner primi fra tutti). La newsletter è poi un veicolo per trasmettere informazioni accurate: questo risulta particolarmente importante quando si cerca di ‘educare’ i consumatori a riguardo di un prodotto o un servizio complessi. Una volta che i clienti o, meglio, i potenziali clienti avranno compreso pienamente i vantaggi che deriverebbero dall’acquisizione di un determinato prodotto o servizio, essi saranno molto più ben disposti a comprare. Infine, ma non per ordine d’importanza, come abbiamo già sottolineato, la newsletter ha in qualche modo una vitapropria e, attraverso il passaparola, può essere diffusa rapidamente nelle Rete senza alcun costo.